Cartoline da Oberwart

Un'allegra avanguardia scacchistica vicentina ha scorrazzato per il Burgenland austriaco dal 9 al 18 luglio. Chi scrive ha partecipato al torneo di Oberwart insieme con Sergio Giuriato (coach Sergej, guida morale e anche un po' chaufferiale), Alberto Bedin e Alfredo Spano. Per me e Sergio si trattava della quarta partecipazione in 5 anni, per Alfredo è stato battesimo scacchistico in terra austriaca, per Alberto un ritorno dopo i tornei giovanili di Klagenfurt.

I punti di forza del torneo per noi "veterani" sono tanti:
- si gioca solo una partita ogni giorno, niente doppi turni;
- le partite cominciano alle 16:00 e quindi c'è molto tempo per godere della vacanza e arrivare riposati al turno di gioco;
- il tempo di riflessione è dignitoso: 90 minuti più l'incremento di 30 secondi per le prime 40 mosse; altri 30 minuti più l'incremento per finire la partita;
- c'è un buon numero di partecipanti con almeno 2000 punti Elo (89 quest'anno);
- la sede di gioco è a 200 metri dal residence che ospita i giocatori ("Internat");
inoltre ci sono altri vantaggi:
- la zona è paesaggisticamente molto piacevole, con boschi, colline, molta campagna macchiata dai girasole. E non manca un laghetto artificiale balneabile;
- la vacanza costa davvero poco.

Il torneo A di Oberwart ha avuto 119 partecipanti effettivi, con Elo da 1635 a 2585. L'Elo minimo richiesto era di 1850, ma c'erano 4 fuori quota. I GM erano 14, altrettanti i MI, 15 i MF e vari maestri. 89 partecipanti avevano 2000 punti Elo o più.

Com'è andata? 

Stefano Tescaro: ho iniziato male, giocando malissimo in apertura e andando sotto con il giovane maestro Georg Frowis; ho continuato maluccio al secondo turno, ma ho vinto perché il mio avversario ha sbagliato di più; ho riperso giocando male l'apertura al terzo turno contro un vecchio maestro austriaco (ma con Elo a 2107), poi ho iniziato a giocare a scacchi, facendo baruffa ogni volta che andavo sotto: patta brillante con Veronica Exler, patta veloce con Natter, vittoria pirotecnica con Reinwald, sconfitta molto onorevole con il maestro viennese Rene Schwab, vittoria e buon mediogioco e finale con Kammerer (apertura sempre confusa e inefficace), sconfitta indecorosa con Schwarofer. Ho chiuso a 4 punti con performance 2110, stellare rispetto alle mie aspettative della vigilia.

Alberto Bedin. Alberto è il migliore di noi quattro quanto ad analisi. Ha cominciato molto bene il torneo pattando al primo turno con un Maestro Fide cui ha concesso patta per mancanza di tempo in posizione vinta ma tecnicamente difficile. Al secondo turno ha perso con il maestro Schwab, restando in vantaggio fino a poche mosse dalla fine; al terzo turno ha battuto bene un forte giovane, Robert Rieger che poi ha fatto 5 punti nel torneo. Poi ha cominciato una serie negativa, giocando bene ma perdendo contro Radnetter, 2295 di Elo e in continua ascesa; giocando maluccio contro Michaela Kessler e peccando di inesperienza contro Pretterhofer e Shellman. Si è riscattato contro Wieter al penultimo turno. Patta con Giuriato al nono turno. Ha concluso a 3 punti con una performance di 1949.

Sergio Giuriato. Il coach ha iniziato benino, tenendo ...quasi uno scatenato Radnetter, giovane molto bravo e preparato, prossimo Maestro Fide. Problemi fisici, ma anche posizionali, lo hanno portato ad una lenta sconfitta nel secondo turno contro Stagl. Alla terza partita una disattenzione lo porta in posizione inferiore contro un giovane austriaco sulla carta non molto forte: patta. Il dramma accade al quarto turno, quando non riesce a vincere una partita vinta e lentamente va sotto, perdendo per stanchezza dopo 5 ore e mezza una posizione patta fino a due mosse dalla fine. Siccome la sfiga ci vede benissimo, al quinto turno si ritrova con i Neri contro un giocatore più debole in una versione catenacciara della quattro cavalli: nuova patta. Vince bene, finalmente, al sesto turno contro un bambino forte e preparato e si prepara ad un torneo di rimonta, ma non riesce a sfruttare una posizione superiore nella settima partita e perde ancora contro un'avversaria sulla carta molto più debole. Al penultimo turno patta in maniera rocambolesca dopo 5 ore di gioco, passando da una posizione persa ad una vinta ad una patta nel giro di mezzora. Ciliegina sulla torta, si trova di fronte Alberto all'ultimo inutile turno e patta ancora. 3 punti sono il suo bottino finale, ma con una performance assolutamente anomala per lui: 1824.

Alfredo Spano. Gioca maluccio al primo turno, ma entra fortunosamente in un finale salvabile che però perde. Al secondo turno esce bene dall'apertura ma cede lentamente e perde ancora. Alla terza partita sta per demolire il suo avversario, ma sceglie il lato sbagliato della scacchiera (non è sempre obbligatorio andare verso il Re per vincere) e perde clamorosamente.
Patta finalmente al quarto turno, ma al quinto turno si trova un lampista molto teorico e si suicida in una complessa variante del dragone siciliano. Al sesto turno patta ancora e al settimo turno la sfortuna raggiunge il massimo: l'avversario non si presenta e Alfredo vince per forfait; non gioca e non ha variazioni Elo, il vero penalizzato è lui. Ottavo turno combattutissimo, ma niente di più della patta. Vince finalmente all'ultimo turno dopo l'intevento anti malocchio di Coach Sergej. 3 punti e performance da dimenticare: 1734. 

Momenti di gloria

Come concludere una mattinata di analisi seria (almeno nelle intenzioni)? Niente di meglio di una partita due contro due, muovendo una volta per uno e senza consultazione (ma tanti suggerimenti indiretti). I risultati sono stati brillanti, come mostra la foto qui sopra: lo sviluppo - o inviluppo? - del Bianco è strategico per attirare il Nero in avanti. I vincitori di solito raggiungevano presto posizioni nettamente inferiori ma i loro avversari finivano quasi sempre per perdere sacrificando copiosamente e stoltamente. Il gioco era divertente, perché si arrivava spesso a situazioni in cui la tattica la faceva da padrona.

 

A tutte le età 

I bambini che partecipano al torneo di Oberwart sono seguiti dai loro allenatori, che hanno il titolo di Maestro Fide o Maestro Internazionali di scacchi. Anche se molto piccoli - nel torneo A il più giovane aveva 12 anni scarsi - sono agguerriti e ben preparati. Il piccolino nella foto qui sopra è del 1997 e ha un Elo di "appena" 1950, ma ha performato quasi 2200 e ha giocato per vari turni con i migliori.

Tutto il mondo ci conosce

Evidenze

Gli scacchi sono un gioco che spinge alla riflessione, perciò quando ritroviamo l'essenza profonda di noi stessi, ne siamo intimamente contenti.

Io non devo più giocare l'ultimo turno

 

Le partite dell'ultimo turno sono sempre un po' più difficili per me. Anche questa volta sono riuscito a giocare in modo inqualificabile. Decisamente la peggior partita di un torneo positivo. Senza offesa per i 3N, ho giocato come un 3N ...scarso.

Preparazione scientifica

Quando un torneo è fatto solo di episodi negativi serve un mago che annulli le male vibrazioni. Coach Sergej massaggia i punti di riflessione di Alfredo e fa il miracolo: Alfredo vince rapidamente in bello stile.

Il pericolo è il nostro mestiere

Inopinatamente (non so cosa voglia dire, ma è una parola lunga e suona bene) all'ultimo turno gli abbinamenti prevedono uno scontro fraticida fra Alberto Bedin e Sergio Giuriato. Ne esce una partita da fare invidia a Shirov che però termina in parità.

 

I risultati sono pubblicati su Chess results.

Commenti

 sei un cartolinaio nato

Bellissima recensione Stefano, complimenti!