BERGAMO 2017 - LUIGI & JACOPO

(by Luigi Lain)

Partite del torneo

Dieci giorni prima di scrivere questa relazione, io non sapevo che avrei fatto Bergamo. Non sapevo che ci sarebbe stato un torneo a Bergamo (ero consapevole che a Bergamo si faccia un torneo in qualche momento, ma nulla più). Non sapevo cosa fosse il torneo di Bergamo (si, ok, un raduno di gente che gioca a scacchi, ma nulla di specifico). E di Bergamo sapevo solo tre cose:
1) è da qualche parte tra Brescia e Milano
2) Politicamente tende verso lega nord
3) La segnaletica stradale è incredibilmente minuziosa, tranne per quel che concerne la stazione ferroviaria. (
n.d.r. se questa affermazione ti sembra sibillina vedi altra relazione)

Poi domenica Jacopo mi propone di andarci.

Io avevo grandi piani per l'estate, che mi lasciavano poco tempo libero. Per luglio pensavo di fare il commissario agli esami di maturità, e poi i corsi di recupero estivi per i ripetenti. Ad agosto un viaggio a Londra con mio fratello, seguito dal torneo di Bratto, e magari un viaggio dai parenti di Senigallia se mi avanzava una settimana libera. La vita però si è messa di mezzo:

  • nessuna scuola mi ha contattato come commissario di esami.
  • i corsi di recupero in chimica non sono stati attivati per il basso numero di rimandati.
  • mio fratello durante un viaggio di lavoro a Dubai ha conosciuto una ragazza ed è scattato il colpo di fulmine. Anziché andare a Londra con me andrà via con lei.
  • la mia cugina preferita di Senigallia si prende una lunga vacanza.

A questo punto, mi sono detto, perché no? Certo, io i doppi turni li soffro, e sei partite in tre giorni non sarebbero ideali per me. Il mio problema principale sono le mattine, visto che, in assenza di impegni lavorativi, raramente mi alzo prima delle 11. Ma chissenefrega, vado, gioco, mi diverto, e se anche perdo qualche punto non importa, tanto ho capito che non passerò mai MF. (n.d.r. altra citazione vedi altra relazione)

La prenotazione last minute ha i suoi svantaggi. L'iscrizione costa 20 euro in più, e gli alberghi convenzionati sono tutti occupati. Anche gli alberghi economici sono tutti occupati, e quelli rimasti liberi sono fuori dalla portata economica di un ricercatore universitario divenuto insegnante precario che si atteggia a proletario poser quale il sottoscritto.

 Jacopo cerca di convincere qualcuno dei suoi conoscenti a ospitarci, ma è troppo orgoglioso per recitare la storia degli studente squattrinato e insegnante precario ridotti a dormire sotto i ponti che io gli stavo preparando, e quindi viene rifiutato. Per fortuna trovo all'ultimo momento una camera libera a 30 euro per notte a persona, ultima rimasta. Mi affretto a prenotarla prima che qualcuno me la freghi. Si, magari non sarà granché,

 ma dobbiamo solo dormirci.

Arriva il giorno della partenza in sella alla mia fidata moto: il "Veicolo Senza Ruote di Troppo". Rinunciare a due ruote comporta molti pregi, ma anche qualche svantaggio, come la pioggia, che ci accompagna durante il viaggio, non manca di farci notare, o lo spazio per i bagagli, che va a discapito dello spazio per i passeggeri, che si trovano schiacciati come sardine tra un bauletto riempito ai limiti delle leggi della fisica, uno zaino che minaccia di esplodere e il serbatoio. Ma arrivati in città si vedono i vantaggi: il traffico è una cosa che aggiri sulla destra quando è fermo al semaforo, e il parcheggio è qualcosa che gli altri devono cercare. Ma dove sarà  mai l'albergo? Dobbiamo girare per trovarlo, perché è così piccolo che sembra una casa qualunque. La camera potrebbe usare qualche riparazione, ma è gestibile. L'unico problema è che si trova su una delle vie più trafficate di Bergamo, e per tutta la notte è un continuo passare di mezzi di soccorso a sirene spiegate (ma di notte non dovrebbero limitarsi al lampeggiante? E poi, possibile che tutta questa gente si faccia male di notte? Come fanno a farsi male stando a letto?). Fortunatamente la pioggia abbassa la temperatura a un livello a cui è possibile dormire con la finestra chiusa.

In carenza di sonno, ci dirigiamo la mattina di venerdì alla sede di gioco. Il torneo è più grande di quanto mi aspettassi: oltre 180 persone, una decina di GM, alcuni sopra i 2600, molti giocatori dall'estero. Non mi piace. Vuol dire che col sistema svizzero posso aspettarmi di "rimbalzare" tra un 2000 e un 2500 per tutto il torneo, niente partite con gente del mio livello.

Gioco la prima partita. Come temevo, il mio gioco non è impeccabile, ma un sacrificio di donna involontario mi conduce a una rocambolesca vittoria (se volete saperne di più, guardate la partita commentata). Al secondo turno vengo pescato da un GM, e neanche da uno qualunque ma da Konstantin Landa, 2617. L'apertura è tranquilla, come spesso accade coi GM. Ho un forte alfiere in g7 e un magnifico cavallo in e5. Peccato per gli altri pezzi, che non so dove mettere. Cincischio nel tentativo di trovargli una collocazione accettabile mentre il mio avversario migliora la sua posizione mossa dopo mossa. Il mio sesto senso mi dice che sto infilandomi in un mare di guai, e gli altri cinque sensi concordano. Faccio una svista, mi prendo un'inchiodatura, perdo un pedone, ma almeno cambio dei pezzi e mi apro delle colonne. Abbozzo una buona difesa, ma il mio avversario sposta improvvisamente il gioco contro il mio re. Mi difendo, e lui di nuovo va ad attaccarmi dei pedoni deboli. Ogni volta che rinforzo una debolezza e penso di essermela cavata, il mio avversario cambia bersaglio. Reagisco sacrificando un secondo pedone per un contrattacco, ma lui vede più lontano e restituisce il pedone per entrare in un finale di pedoni che vince. Dopo la partita, un dubbio mi assale: avevo una manovra di patta? Da una sommaria analisi sembra di si. Oddio cosa ho sprecato! Ma dopo un po', mi viene in mente una nuova manovra per il bianco. Nuova sommaria analisi, si vinceva lui comunque. Altra mezz'ora, altra idea, altra analisi sommaria. Alla fine metto la posizione sul motore, e il suo responso di +41 mette fine ai miei dubbi. E fu sera e fu mattina.

Al terzo turno sono nuovamente come un giocatore molto più debole. Gioco l'apertura in maniera poco convincente.  A un certo punto penso che sarebbe una magnifica idea farsi due pedoni doppiati isolati per poter fissare un pedone arretrato nero. Tanto i miei pedoni sono inattaccabili mentre il suo è debole. Due mosse dopo i miei pedoni sono sotto attacco mentre il suo non corre alcun pericolo. Rendendomi conto di avere un finale perso, intraprendo un attacco garibaldino sul suo re nel tentativo di intorbidire le acque. Incredibilmente funziona e guadagno il punto. Al pomeriggio mi aspetterà un altro GM. Tipico torneo noioso causato dal sistema svizzero. Ed entrambe le vittorie coi giocatori più deboli sono state sofferte parecchio. Già vedo che andrà male.

E invece al pomeriggio arriva la svolta. Tanto per cominciare ho un secondo bianco di fila, e io di bianco gioco molto meglio che di nero. Il GM Valsecchi (sarebbe un MI, ma dal mio punto di vista chiunque sopra i 2500 conta come GM; allo stesso modo chiunque sotto i 2450 non conta come tale, motivo per cui non annovero tra i miei risultati utili contro GM la patta con Solomon Kenny a Mogliano nel 2016) mi gioca la stessa identica apertura che mi giocò il GM Sulava a Bratto nel 2015

 E si trattava di un'apertura inferiore, in cui il nero attaccava prematuramente e il bianco poteva sacrificare un pedone per un buon compenso. E io, essendo stata quella la mia ultima patta contro un GM, me la ricordavo bene. Gioco l'apertura lampo, sacrifico il pedone e sono in vantaggio. Il mio avversario decide di controsacrificare una qualità per sistemarsi, e ottenere un buon compenso. Allora mi viene in mente una pazzia. Non può funzionare. Ma d'altronde, se non provo certe cose contro i GM, dove mi aspetto di perdere, quando le devo provare? E così controsacrifico un pezzo per attività e attacco. Entriamo in complicazioni assurde. Scoprirò poi che il sacrificio era corretto e portava alla patta, e la mia partita è stata sorprendentemente precisa, con solo un paio di imprecisioni che purtroppo mi mandano in un finale inferiore. Ho torre contro due pezzi, e una maggioranza lontana non basta a salvarmi. La posizione però è molto complicata e il mio controgioco è pericoloso. In zeitnot Valsecchi commette una imprecisione, e la partita non è più vinta. Una seconda imprecisione, e perde. Per la seconda volta batto un GM, e per la prima volta meritatamente - la prima, contro Paethz a Saint Vincent nel 2002, lui cappellò un pezzo in posizione stravinta. Ma com'è possibile che questi GM sbaglino in apertura? Forse temono che l'avversario voglia fortificarsi e puntare alla patta, e quindi giocano iperaggressivi per scardinarli, confidando che la paura del titolo impedisca al giocatore più debole di contrattaccare. Un buon esempio di questo fenomeno può essere la Danieli-Lain di Mogliano 2016 , dove il giocatore meno titolato correttamente contrattaccò e il giocatore più forte venne salvato solo dall'intervento divino.

Ok, ho fatto un buon torneo. Domani altri due GM, due sconfitte, ma mi rimarrà ancora mezzo K abbondante di guadagno. Assolutamente non bisogna pensare di poter evitare la sconfitta contro un GM, perché nel momento in cui lo pensi ti innervosisci e vai a perdere. L'unico modo di affrontarli è con la convinzione granitica di perdere, e quindi con l'assoluta rilassatezza che deriva dal non poter fare niente di peggio e dal poter provare qualsiasi cosa senza pressioni e senza obblighi. E con tale granitica convinzione domenica mattina sono andato a perdere contro il GM Kuljasevic. Gioco di nero, e anche qui sbaglio apertura: gioco una variante della nimzoindiana, ma lo lascio trasporre in una variante samisch (4 a3 Axc3+) dove lui ha uno o due tempi di vantaggio. Il piano standard del nero sarebbe attaccare il pedone debole c4 con b6, Cc6, Ca5  e Aa6, mentre il bianco attacca l'arrocco nero, ma mi rendo conto che coi tempi che ho perso non ce la posso fare. La mia unica speranza è bloccare tutto e tentare il tengor. Adotto un blocco sulle case scure coi pedoni h6-g5-f6-d5-c5-b6-a7, e l'opzione di spingere in a5 se il mio avversario tentasse a4. Scricchiolo parecchio, ma in qualche modo resisto. Coi pedoni h2-g2-e4-d5-c4-c3-a2, il mio avversario non ha modi di aprire il gioco. Il suo alfiere camposcuro è completamente neutralizzato, se prova a entrare col cavallo glie lo cambio, e se apre la colonna 'h' ci incolonno le torri e cambio tutto.

 L'unico modo per tentare sarebbe un sacrificio, ma qui Kuljasevic dimostra di essere un grande giocatore: anziché forzare e rischiare di perdere, si accontenta della patta e risparmia le energie per il pomeriggio. Con la firma sul formulario, io comincio a pensare che forse non perdo. Nella convinzione che il fair play imponga di fare almeno un tentativo di giocare attivamente, ho sentito il dovere di scusarmi col mio avversario. In tutta la partita, a eccezione dell'alfiere in b4, nessun mio pezzo si è spinto oltre la sesta traversa.

All'ultimo turno pesco dal basso un MI con 2420, praticamente un materasso rispetto agli altri avversari che potevano capitarmi. Gioco con la rilassatezza di uno che ha già fatto più di quanto chiunque potesse aspettarsi, nel sangue un mix di stanchezza e adrenalina - entrambe conseguenza delle partite precedenti. Ma ecco, colpo di scena! Sei turni in tre giorni non sono pesanti solo per me, ma anche per gli altri. Il mio avversario palesemente non è in forma, muove semilampo, gioca mosse che mi aiutano. Vinco quasi senza tentare, e con 4 punti e mezzo posso andare a premio. I GM a 4 punti non pattano, bene. Gli MI a 3.5 pattano, bene. Chiudo sesto, in premio, nonostante un bucholz basso che mi faccia sembrare un miracolato dalla bassa classifica più che uno che ha incontrato tre GM e un MI.

Anche Jacopo gioca un ottimo torneo. Avrebbe dovuto scrivere la sua parte di relazione per narrare le sue gesta, purtroppo gli è stato impedito da una recrudescenza di una grave malattia endemica tra la popolazione giovanile, comunemente nota come "pigrizia", contro cui la scienza medica è impotente, quindi devo riassumerlo io.

Performance di 2283, patta con un maestro, un maestro fide e un maestro internazionale, Jacopo ha dimostrato di avere la qualità. In tutte e tre queste partite però la torre per il pezzo non gli è bastata per vincere.

Per me si tratta del miglior torneo di sempre, meglio ancora di Mogliano 2016 o Saint Vincent 2002. Aggiorno diversi record personali:

punti totalizzati contro GM: 3→4,5

migliore performance: 2514→2536

vittoria contro avversario più quotato: 2455→2506

Il pareggio contro Kuljasevic potrebbe anche essere il risultato utile contro avversario più quotato: ho vaghi ricordi di aver pattato con un circa 2550 agli albori della mia carriera magistrale, prima ancora di Saint Vincent nel 2002, ma non ricordo altro.

Mogliano resiste invece come miglior variazione elo per partita (+0.4 K per partita, mentre qui mi fermo a +0.38) grazie al fatto che all'epoca avevo l'elo più basso, mentre Saint Vincent resiste come miglior variazione elo totale (+3 K) grazie all'essere stato un torneo da 10 turni.

Senza farlo apposta mi accorgo di essere sopra quota 2270, per la prima volta da circa dodici anni. E come uno zombie, la speranza di diventare maestro FIDE cerca di uscire dalla tomba in cui l'avevo sepolta un anno fa. Dopotutto, quando faccio un gran torneo guadagno due K. Se a Bratto giocassi bene, potrei guadagnare la promozione. Ponendo che 2220 sia la media della mia forza di gioco molto altalenante, per passare MF mi basta imbroccare due tornei buoni consecutivi. La statistica mi sorride: il modello della random walk modificato con una forza bilanciante dice che in un tempo infinito la mia probabilità di diventare MF tende a 1. Purtroppo la biologia (quella stronza!) mi fa notare che il mio tempo è limitato. Questo come entra nel calcolo?

Mi accorgo però di un'altra cosa: tutte le volte che ho fatto buoni tornei, avevo basse aspettative. Bratto 2015, Mogliano 2015, CIS 2015, sono tutte occasioni in cui ero fuori allenamento e sono arrivato al torneo senza pretese. A Bergamo mi aspettavo di straperdere. Invece quando ero convinto di vincere ho fatto i miei tornei peggiori. Ai campionati a squadre ho la responsabilità della squadra, e gioco più spesso male che bene.

Di conseguenza io non mi aspetto nulla, a Bratto perderò una valanga di punti e mai, mai e poi mai passerò maestro fide.