BERGAMO 2018

by Enrico Danieli

Siamo partiti in sei per partecipare al fortissimo Torneo di Bergamo, ottimamente organizzato e che ha visto alla partenza ben 221 giocatori. Un Open massacrante con  tre doppi turni in tre giorni. Alla fine eravamo degli stracci ambulanti, proprio quello che volevamo.


Nel Torneo A, giustamente chiamato "Elite",

ottima la prova di Luigi Lain, che ha conquistato 4 punti su 6  e guadagnato quasi 2k.

Fra breve ci manderà un articolo con l'analisi delle sue partite, che consiglio  tutti i soci "volenterosi" di leggere con piacevole attenzione.

Leone Gennari, strategicamente piazzatosi  in fondo al tabellone, era partito con l'obbiettivo dichiarato di vincere la prima e vivere di rendita per tutte le partite successive. Il destino beffardo lo ha esaudito, facendogli vincere la prima a forfait. Ha comunque giocato bene, concentrandosi e preparandosi a fondo prima di tutte le partite  e concluso con qualche rimpianto con il suo punteggio atteso.


Leone  Gennari durante la sua intensa fase di preparazione
 

Pare che anch'io abbia partecipato al torneo, ma ero ancora col pensiero al meraviglioso "Museo del Novecento",  visitato a Milano qualche giorno prima. I grandi artisti avevano già previsto tutto. Più di una mia partita è stata infatti una 

 

 Piero Manzoni - "Merda d'artista"
 

e anche se ho pensato ore e ore  per ricordare  le mie aperture antichissime

 

Giorgio de Chirico - "I dubbi dell'archeologo"

più di un formulario dovrebbe finire così 

 

 

Lucio Fontana - " Concetto spaziale"

e probabilmente, invece che giocare, dovrei andare a lavorare


Giuseppe Pellizza da Volpedo - "Quarto Stato"

Tre dei nostri  si sono cimentati nel  fantasmagorico Torneo B, terra di sogni e di chimere, dove chiunque può sfilarti  la penna di mano senza dir nulla  o chiamare  l'arbitro per reclamare la vittoria, anche se gli hai detto tre volte "Abbandono". 

Andrea Gennari,  in gita premio per meriti scolastici, (molto ben falsificata la sua pagella)   è stata la mascotte del gruppo, giustamente seviziato da Giuda e dallo Zottolo. Ha combattuto bene e pensato a lungo, sempre  con quella sua aria tranquilla e divertita che un po' gli invidio, e concluso con tre punti e mezzo su cinque.

Marco Dai Zotti è  incappato in uno dei suoi tornei dove niente gira per il verso giusto, compreso l'avversaria che a zero punti  gli gioca  tutte le prime scelte di Fritz. Se aggiungiamo l'usuale scialacquo di posizioni vinte, la frittatona è presto fatta. Assetato di  riscatto, sta già progettando il prossimo torneo di Spilinbergo, che si annuncia fortissimo.

Roberto Giuda Marchetti è partito invece alla grande, fino a quando gli ho fatto notare che aveva ottenuto sei punti e mezzo su sette nelle ultime partite a variazione elo. Qui ha iniziato tutta una serie di riti scaramantici e, persa male la quarta partita, di maledizioni nei miei confronti.  Ha comunque guadagnato una trentina di punti e alla fine, molto soddisfatto, desidera salutarvi tutti così