CIS Serie A1 - BATTUTI CON VALORE

 

Ci risiamo. Anche quest'anno la cornice della mera partita di scacchi ha qualcosa di grottesco, di surreale. Ma facciamo un passo indietro.
Vista la distanza e la difficoltà del raggruppamento che ci attendeva non potevamo certo pensare di pendolare su e giù da Verona. Questo ha spinto me e la mia squadra a provare l'esperienza del bed and
breakfast. Detto fatto, prenoto un B&B tra i primi di booking ed incrocio le dita.
Il giorno fatidico non tarda ad arrivare. Partiamo alla volta di Verona, puntuali come un orologio svizzero. Arriviamo sul posto alle 14.45, chiamo "il proprietario", e risponde uno. Bah. Non abbiamo ben capito se era ubriaco, straniero, oppure se semplicemente il cellulare non prendeva bene. Di sicuro abbiamo sentito dal telefono una zaffata di cicca. Dopo un po' ci viene incontro uno, non ho ben capito se
diversamente etero o cosa, fatto sta che "ci spiega tutto", da come parcheggiare la macchina, a come inserire la chiave per aprire una porta, a come aprirla sta porta, a come chiuderla sta porta. Ci fa
accomodare in questo stanzino con un tavolo rotondo. "Come disederate pagare?". No fermo vecio, alle 15.30 dobbiamo essere all'hotel Leopardi, abbiamo già pagato, cosa vuoi? Nel suo italiano
transilvanico con retrogusto da tabacco ed alcool ci spiega la tiritera dell'euro e cinquanta da pagare a testa come tassa di soggiorno. Ma era già tutto compreso nel pagamento di booking! Fatico
a capire cosa voglia dalla mia vita. Tick tack. Sono le 15.10. Ad un certo punto tira fuori un "POSSSS". "Paghi con carta?" Bah, va ben basta che ci lasci andare. Niente el POSSSS non funziona. "Non ci sono
i soldi". To sorea non ghe xe i soldi! Ad un certo punto entra nella "sua stanza", dove c'è un'altra presenza umana, non ben definita. Ma dove siamo capitati? 15.35. Ormai è andata. Non arriviamo in tempo e la cosa mi fa girare. Ah ecco, pare che ci siamo, mi arriva l'sms di conferma della carta di credito. "Tu hai domanda per me?". No nessuna domanda chissà quanti soldi mi hai fregato ma non me ne frega ora, dobbiamo raggiungere sto hotel ASAP!

Quest'anno non possiamo dire di non esserci preparati, ma sapevamo che comunque sarebbe stata molto tosta.

Primo turno, Trento
In prima c'è un baffo, maestro fide. Pare forte. Luigi col bianco non sembra impaurito, anzi. Entra in complicazioni che dalla mia visuale sembrano favorire il nero. Torno a concentrarmi sulla mia partita. Mi
dimentico completamente la teoria, soffro come un cane e sono costretto a dare un pedone per complicazioni. In seconda Jacopo complica e sta meglio. In quarta Samuele sta male ma la posizione è
complicata e non riesco a capirci nulla. Ad un certo punto il colpo di scena. Luigi vince. Jacopo svista una torre e perde. Io soffro ancora e alle 22.00 decido che ne ho abbastanza ed abbandono. Anche Samuele non c'è speranza. Perdiamo la prima 3-1. E il moglio, questa volta, non c'era...

Torniamo, dopo una pizza fighetta a capire come si dorme in un questo bAd and breakfast. Fumo. Vietato fumare. Il tizio è ancora dentro. "Tu hai domanda per me?" te go dito de noooo oo. Vive anche un'elfo, che alle 23.00 deve pulire il bagno. Mah. Ancora fumo. Ancora vietato fumare. Il letto fumoso che sapeva di sigaretta che era vietato fumare. Fatichiamo a prendere sonno. In qualche modo arriva mattina anche se ci sembra di aver fatto il viaggio che porta al castello di Bram Stoker.

Secondo turno. Venezia.
In prima Luigi affronta Solomon col nero. Ma ha uno score positivo, quindi ho un po' di speranza. Jacopo affronta uno che ha il nome difficile da scrivere. Comunque un FM da 2200. Gli spara un gambetto
di donna accettato. Casino sulla scacchiera ma Jacopo non sbaglia, ride e si libera del pedone isolato, andando in una situazione di parità. Io soffro di nero con un giovane maestro. Soffro come una bestia. Vado sotto di un pedone. Mi aggrappo con le unghie. Intanto in prima Luigi patta. In quarta Samuele affronta un altro maestro, che viene messo sotto alla grande. Dai che ce la facciamo! Jacopo in un
finale torre + pedone contro torre non può fare nulla e patta. Io soffro. Samuele sbaglia clamorosamente e perde. Resto io appeso ad un filo. Si accende una luce in fondo al tunnel che riesco ad agguantare.
Una patta che vale una vittoria. Perdiamo 1.5 a 2.5

Terzo turno. Trieste.
Giochiamo con una squadra che sembra il nome di una birra del BIrrone. Luigi ha un GM tostissimo ma che va subito sotto di tempo, tipo 1h 29' per luigi e 50' per il GM. Jacopo ha un 2400. Francese, casino. Il mio spara un'olandese e subito dopo propone patta. Faccio due conti, guardo la quarta scacchiera. Hmm con il ragazzino Samuele dovrebbe farcela. Decido di accettare la patta contro un avversario leggermente più forte sulla carta ma che aveva posizione inferiore, considerando
anche la maratona della mattina forse poteva funzionare. Ma che C ho fatto? Mai scelta fu peggiore. L'epilogo tragico si conclude con Luigi che perde, Jacopo che, nonostante qualche sprazio di sereno, deve cedere il punto e Samuele che viene travolto dal ragazzino che non voleva vincere. Finiamo 0.5 a 3.5. Errore mio nella gestione del match, mi ci è voluto un po' a metabolizzarlo.

Quarto turno. Alessandria.
Luigi affronta un forte FM, non riesco a vedere la partita perché troppo concentrato nella mia sofferenza con un avversario di pari livello ma che poco tempo fa era sui 2200. Jacopo di bianco gioca tranquillamente una apertura oscena scelta dall'avversario. Samuele pare nella forma giusta per sbloccarsi. In qualche modo Luigi patta, così come fa Jacopo che con il FM però non trova il modo corretto per sfruttare al meglio il vantaggio in finale. Io esco un po' dalla sofferenza ribalto la posizione, mi trovo con una torre in d4 che urla di essere il messiah e che domina la scacchiera nel mediogioco. Con pochissimo tempo rimasto sbaglio clamorosamente e perdo. Le speranze restano su Samuele che deve gestire il vantaggio dato da un pedone in più ma posizione grossomodo patta. Gioca da circa 40 mosse con 30 secondi sull'orologio. L'avversario fa di tutto per metterlo in difficoltà, ad un certo punto si accenna una ripetizione di mosse. Mi guarda. Gli dico di accettare. In quel momento per me era più
importante che si sbloccasse dai 0 punti finora totalizzati piuttosto che continuasse con qualche manciata di secondi e con il rischio di sciupare tutto. Probabilmente un po' di esperienza di squadra in più lo avrebbe fatto giocare fino alla morte, necessitando la squadra di una vittoria, ma da quello che vedevo io c'erano troppi fantasmi e troppe paure per poter anche solo pensare di trovare una via per
vincere.

Quinto turno. Arzignano.
Con 0 punti squadra finora totalizzati, poco avevamo da perdere. Decidiamo di giocare a viso aperto l'ultima partita contro gli avversari "famosi" e che, con Arzignano, avevano gran poco a che fare.
Luigi si becca una vecchia indiana da Genocchio, Jacopo un piattume da De Santis, io un'olandese da Luciani, Samuele una siciliana da Navarro. Distrutto per il torneo non ho la mente lucida per capire
come sta andando nelle altre scacchiere e mi concentro solo sulla mia.
Ad un certo punto vado in vantaggio di un pedone, non sto male ed ho iniziativa e pezzi posizionati meglio. Ricevo inaspettatamente la proposta di patta. Faccio un rapido giro delle scacchiere senza
capirci gran chè. Memore del giorno prima, rifiuto e vado avanti.
Qualche minuto dopo Samuele, in vantaggio di un pedone, riceve la stessa indecente proposta. Che faccio? mi fa. Fai come vuoi gli rispondo. Stessa sorte anche per la seconda scacchiera. A questo punto
guardo meglio la partita di Luigi. Non pare messo male, anzi. Forse ci sta anche che si porti a casa il punto, penso. Dico di accettare a Jacopo e Samuele e propongo io questa volta patta, subito accettata.
Ora le sorti del torneo, del punto della dignità e della bandiera, stanno nelle mani del giocatore più forte. Non delude i fan e si porta a casa una patta meritatissima.

Che altro dire? Un torneo oltremodo difficile, con una stella proveniente da un altro pianeta che ha brillato in prima scacchiera.
Una seconda scacchiera per niente impaurita dai mostri sacri che si è trovata davanti e sponsor ufficiale della voglia di vincere, un po' assente negli altri. Un'inestimabile esperienza per il sottoscritto,
che finalmente è riuscito a capire da vicino e a metabolizzare le paure cartacee che spesso lo bloccavano davanti ad avversari più quotati, non senza però scivolare su alcune decisioni discutibili. Una
quarta scacchiera che ha molta strada davanti ma che ben fa sperare per il futuro.
Un'analisi oggettiva e a mente fredda del torneo ha fatto trasparire, comunque, quello che si temeva. Troppo forti gli avversari. Giusto provarci ma troppe poche vittorie, anzi, solo una. E per galleggiare
in A1 c'è bisogno di qualche vittoria in più, epurata dai se e dai ma, dal -1.0 o dal +2.5 azzardati da qualche programmillo per cellulare.
C'è ancora molto lavoro da fare. Per ora passo e chiudo.

Massimo