LIGNANO 2019 - UN TORNEO DA "LEONI"

By Luigi

Le grandi avventure cominciano con un viaggio, in questo caso verso Lignano in un sabato da esodo estivo.
La compagnia Gennari, previdente da sempre, parte alle 7:30 per assicurarsi di arrivare in tempo per le
iscrizioni (che chiudono alle 14). Io prima di decidere l'orario consulto la mia personale bibbia per
nottambuli:
'il primo giorno, dio si svegliò a mezzogiorno a causa del sole che splendeva alto in cielo.
Allora disse "fiat buio!" e si rimise a dormire';
Scelgo quindi di alzarmi prestissimo, prima dell'alba, alle 10 di mattina. Non temo il traffico, perché il mio
fidato veicolo senza ruote di troppo può saltare la coda in corsia di emergenza senza ostacolare nessuno.
Ma il nemico si era preparato a neutralizzare i miei poteri. Appena passato il casello di Portogruaro la corsia
di emergenza viene chiusa - per lavori in corso, in teoria - da un muro di cemento piazzato esattamente
sulla linea. E cominciano 15 km di coda per l'uscita successiva. Con la moto riesco a svicolare tra le auto,
seppur lentamente; ma il nemico aveva previsto anche questo, e aveva preparato un placcaggio: a destra
un camion, a sinistra un camper. Panico! Non riesco a passare in nessun modo. Sono ridotto a fare la fila
come un automobilista qualunque. Ora so cosa prova superman in mezzo alla kryptonite.
Arrivo a Lignano in tempo per l'iscrizione. Non per il pranzo, mi nutro con qualche pezzo di pane. Ma non ci
perdo molto, il cibo non è entusiasmante.
Poi guardo la camera. È evidentemente progettata per essere bella da guardare e non per viverci dentro. I
letti sono stretti (ma vuoi mettere quanto spazio in più c'è sul pavimento?) e cigolano in maniera
spaventosa, la tapparella è elettrica (e ci mette mezz'ora ad alzarsi e abbassarsi, mentre col sistema
manuale tradizionale te la cavi in 5 secondi), una vetrata sulla parte alta consente di far passare luce dalla
stanza al bagno (e assicura che chiunque vada in bagno di notte svegli gli altri), la doccia è immensa ma
manca di tenda o divisorio o altro (quindi si allaga il bagno ogni volta che la usi), il pavimento dovrebbe
essere inclinato per convogliare l'acqua nello scarico ma è fatto male e forma piuttosto un lago, manca un
posto per appendere l'asciugamano vicino al lavandino (ma d'altronde il lavandino è di fianco alla doccia,
un asciugamano appeso vicino finirebbe inevitabilmente allagato a sua volta). Fortunatamente sono da
solo; posso sopravvivere col bagno-palude, se è solo il mio letto a cigolare non mi sveglia, e se la luce del
bagno è accesa di notte vuol dire che io sono sveglio e non c'è nessun altro da svegliare. Non voglio sapere
Jacopo Andrea e Mario come se la sono passata in tre.
Comincia il torneo. Trovo un candidato, cerco di attaccare, ma quello ribatte e contrattacca. Entriamo in
complicazioni, alla fine devo rifugiarmi nella patta. Sul momento sento di aver giocato male, ma stockfish
mi rassicura che ho fatto solo una imprecisione, è stato il mio avversario a giocare bene.
Secondo turno la mattina dopo, mi trovo un 2000 di elo. Apertura piattissima (inglese variante simmetrica).
Cerco di sbilanciare, ci riesco. Entro in posizione complicata, ho vantaggio. Mi sembra di guadagnare un
pedone forzatamente, ma il mio avversario si difende. Entro in un finale di re apparentemente vinto, ma
alla fine mi manca un tempo per promuovere, e patto di nuovo. Ancora non mi sento convincente. e ancora
stockfish mi rassicura. Ho commesso un singolo errore in mezzo alle complicazioni. Il mio avversario ha
fatto due leggere imprecisioni in apertura ma poi ha imbroccato tutte le prime del motore. Di fronte al mio
attacco ha trovato una serie di mosse uniche. Quanto al finale, stockfish mi dava a +9 per buona parte di
esso, prima di scoprire che effettivamente era patto.

A questo punto mi inalbero. Ma possibile che questi 2000 di elo mi facciano partite impeccabili? Ma sarà
giusto che io debba perdere elo perché loro non sbagliano? Mica è colpa mia se non sbagliano, e non
merito di perdere elo per fattori che non posso controllare.
Quindi propongo che sia inserito nel regolamento FIDE che un giocatore più debole è tenuto a sbagliare.
Altrimenti tanto vale che mi facciano giocare contro un GM.
Il fato evidentemente sente il mio sfogo e decide di compensare. Il mio avversario successivo sbaglia
l'apertura e perde in 20 mosse.
Con due su tre comincio a essere pescato. Trovo un 2370, esco dall'apertura di nero in svantaggio, mi
difendo, recupero, passo a stare meglio. Il mio avversario decide di saltare direttamente alla conclusione e
cappella un pezzo.
Quinto turno, a tre su quattro trovo un altro 2370. In apertura ho la possibilità di forzare una ripetizione di
mosse. Andrei a 4,5 su 6, farei un'altra patta con un avversario quotato. Patto o non patto? Penso alla
partita, alle possibilità di vittoria e di sconfitta, ma è ancora presto, può succedere di tutto, l'analisi è
inconcludente. Cerco un approccio alternativo. Mi domando "perché sono qui?";. La risposta è ovvia e
immediata: per giocare a scacchi e divertirmi. E una patta in 10 mosse non fa nessuna delle due cose.
Quindi cambio mossa, evito la patta, e scelgo intenzionalmente un piano aggressivo che entra in
complicazioni. Dopo 4 ore di gioco la partita finisce ugualmente patta, ma i miei due obiettivi stavolta sono
centrati. Il segreto della felicità è capire cosa si vuole.
Intanto, passato il doppio turno, il torneo comincia a vivere. I Gennari grandi passano le mattine in spiaggia,
ma io odio il mare per una serie di ragioni
- la sabbia nelle mutande
- la sabbia nelle mutande
- l'acqua salata
- il sole che scotta
- la sabbia nelle mutande
- la mancanza di cose da fare che non si possano fare anche altrove
- le alghe
- le conchiglie taglienti sotto i piedi (ho ancora una cicatrice)
- la sabbia nelle mutande
Preferisco i tornei di quadriglia serali con le compagnie di Jacopo. Qui devo interrompere la narrazione per
dedicare un'ode
Tanto gentile e tanto onesta pare
Lara Scagliarini quand'ella altrui saluta
Ma se a quadriglia le chiedi 'cos'hai in mano' diventa muta
E i pezzi cerca, se può, di imboscare
Va detto che dopo le decise reazioni negative non ci ha più provato. Altra opzione è la piscina (vi ho detto
che odio il mare a causa della sabbia?) . Qui devo nuovamente interrompere la narrazione per parlare di un
miracolo di biochimica e scienza dei materiali: i capelli di Mario Rigo.
I capelli di Mario sono resistenti e a memoria di forma. Li puoi sottoporre a qualunque tipo di stress,
ritornano alla loro configurazione originale.
I capelli di Mario potrebbero essere usati come cavo dell'ascensore spaziale.

I capelli di Mario, se bagnati, intrappolano al loro interno bolle d'aria, che consentono a Mario di respirare
sott'acqua fino a 3 ore.
I capelli di Mario, tolti dall'acqua, si asciugano subito, tornando alla forma originale. Eppure rimangono
umidi anche a distanza di ore. Mario potrebbe sopravvivere 3 giorni nel deserto bevendo l'acqua
intrappolata in essi.
I capelli di Mario si rigenerano e autoriparano.
I capelli di Mario potrebbero sopravvivere a un rientro dall'orbita.
Davvero, andate in piscina con Mario; non crederete ai vostri occhi.
Degne di nota anche le nuove frontiere della trasgressione di Leone: in piscina col berretto. Per lui un
futuro da stilista, anche perché come scacchista ultimamente gli va male.
Un giorno abbiamo anche provato a giocare a calcio, ma non ha funzionato. Ora che abbastanza giocatori
erano svegli erano le 11 di mattina, e dopo dieci minuti sotto il sole battente i giocatori erano stesi a terra
boccheggianti. Non io, ma io stavo facendo il portiere.
Fatto sta che con tutte queste attività notturne e mattutine la stanchezza doveva eventualmente
presentare il conto, e lo ha fatto nella sesta partita, quando ho fatto una svista in apertura e perso un
pedone in due mosse. E nella settima partita, quando ho fatto una cappella e ho perso una qualità in una
mossa. Questo mi ha fatto perdere slancio in quello che fino ad allora era stato un buon torneo.
All'ottavo turno affronto un 1950. Lui fa una apertura chiusa e piatta. Io mezzo manovro e mezzo cincischio
sperando che sbagli. Non una bella partita per me. Ho un sacrificio vincente, ma nemmeno lo considero.
Passano alcune mosse, ho sempre questo sacrificio ma non lo vedo. Poi lo vedo e lo gioco, ma a questo
punto non è più buono. Contavo comunque sul complicare la vita al mio avversario, che mi ricompensa
sbagliando piano e andando a pedere.
Ultimo turno trovo un bambino terribile, elo basso e forza alta. Mi gioca il gambetto di Budapest, ma io -
vittima di sonno e stanchezza - lo vedo giocare e6 e ho già toccato il cavallo quando mi rendo conto che il
suo pedone in realtà è in e5. Dopo diversi errori per parte vado a stare peggio, e i miei tentativi di tenere la
posizione complicata per favorire il mio elo superiore sembrano avvantaggiare il mio avversario. Sto ormai
rendendomi conto di dover lottare per la parità, quando il mio avversario mi sorprende con un sacrificio
sbagliato, consentendomi di vincere.
Chiudo a 5 e mezzo, in premio e con l'elo praticamente pari - penalizzato in questo da Gromovs e dal
bambino. Unico della compagine di Vicenza soddisfatto del torneo, a esclusione delle due partite perse in
mezz'ora - nonostante anche Jacopo secondo la performance avrebbe fatto il giusto.
Nel complesso una bella esperienza, mi sono sicuramente divertito e rifarei il torneo l'anno prossimo. Il
resto dei vicentini si sono anche loro divertiti, ma il loro rendimento scacchistico ha sofferto più del mio;
lascerei a loro la parola per se volessero descrivere le loro esperienze più in dettaglio.